Questo è un mercato tecnologico, ma attenzione…

Recentemente c'è stata molta preoccupazione sul fatto che il mercato azionario sia dominato solo da una manciata di società.

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mercato tecnologico

Esiste un pericolo in un mercato che dipende eccessivamente da un ristretto gruppo di società così simili.

Recentemente si è aperta la strada per la preoccupazione sul fatto che il mercato azionario sia dominato solo da una manciata di società, e che questo potrebbe creare problemi per i rendimenti futuri. Ma ciò di cui dovremmo davvero preoccuparci non è che il mercato dipenda da poche azioni. È che il mercato dipende da pochi titoli molto simili.

Le cinque più grandi aziende oggi – Apple, che questa settimana ha superato $ 2 trilioni di valore di mercato, Amazon, Microsoft, Alphabet e Facebook – rappresentano il 25% del valore di mercato dell’S&P 500. È il massimo dal 1970, nonostante le società responsabili di quella prestazione stellare durante gli anni ’60 avessero un peso ancor più pesante. La differenza è che nel 1970 le aziende più grandi facevano cose abbastanza diverse: computer (IBM), telefonia (AT&T), fabbricazione di automobili (General Motors), petrolio (Exxon) e macchine fotografiche (Kodak).

Big Five&Co

Il pericolo ora è che il mercato dipenda eccessivamente da questo gruppo di società che puntano sull’innovazione dirompente: le big five e un cerchio più ampio che include altre società in rapida espansione come Netflix e Nvidia. Hanno prosperato dall’inizio della pandemia, perché gran parte dei loro profitti complessivi “giacciono nel futuro”. Il che significa che le loro attuali valutazioni beneficiano di rendimenti bassi, mentre i problemi a breve termine legati alla pandemia contano meno.

Tutto ciò che potrebbe danneggiare questo gruppo di aziende, potrebbe trascinare verso il basso tutto il mercato, anche se i fondamentiali degli altri titoli sono buoni. E poiché questo gruppo ha fatto così bene grazie ai bassi rendimenti obbligazionari, dovrebbe essere particolarmente suscettibile se quei rendimenti dovessero aumentare.

All’inizio di questa settimana è stato evidenziato come l’aumento dei rendimenti possa alimentare dei rischi per il mercato.

Il primo rischio è che i rendimenti salgano perché l’economia sta guarendo. Martedì scorso tuttavia è avvenuto il contrario. I rendimenti obbligazionari infatti sono diminuiti, poiché gli investitori sono diventati più cauti riguardo alla ripresa economica. Eppure l’S&P 500 ha superato il suo massimo di febbraio, perché le azioni che sono salite erano quelle più grandi. I 168 “vincitori” del giorno avevano in media un valore di mercato di $103 miliardi. Mentre i 332 “perdenti” valevano in media $40 miliardi.

Il secondo rischio è che i rendimenti aumentino perché la Federal Reserve diventa più aggressiva. La scorsa settimana abbiamo assistito ad una corsa a vuoto sulla pubblicazione dei verbali della Fed che hanno deluso molti. Quest’ultimi speravano in una linea guida esplicita sui tassi al più presto. Gli investitori hanno cambiato idea su come la Fed reagirà in futuro e le azioni sono scese, con un maggiore calo rispetto al resto.

Difficile oggi immaginare una Fed lontana nel breve dalla sua posizione super accomodante. E mentre molti attendono di vedere una ripresa dei rendimenti obbligazionari, rimangono ostacoli sono enormi. La ragione per sollevare questo problema ora è che i movimenti di prezzo delle grandi azioni hanno iniziato a divergere molto come già accaduto in passato prima di diverse correzioni. Il rapporto tra azioni e obbligazioni ha iniziato a cambiare e questo potrebbe diventare un fattore chiave per districarsi prossimamente sui mercati.

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