Petrolio: recupero a doppia cifra! La Cina entra in gioco.

L'obiettivo iniziale è detenere scorte governative equivalenti a 90 giorni di importazioni nette.

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Il petrolio è salito di oltre il 12% in queste prime ore di contrattazione. La Cina ha pianificato di iniziare ad acquistare greggio a basso costo per le sue riserve strategiche. Mossa che aggiunge segnali indicativi di una crescente propensione al rischio nei mercati finanziari che spingono i prezzi in rialzo.

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I future hanno esteso i guadagni mentre Pechino ha incaricato le agenzie governative di iniziare a riempire le scorte statali, dopo che il petrolio è precipitato del 66% nei primi tre mesi dell’anno. La mossa della Cina arriva proprio quando il mercato del greggio fisico mostra segni di tensione sempre più profondi.  Continua ad esplodere l’offerta, mentre la domanda crolla a causa del coronavirus.

È probabile che gli acquisti della Cina aiutino ad assorbire l’eccesso in corso, poiché il mercato sta affrontando un crollo dei consumi senza precedenti. Oltre alle riserve statali, Pechino può utilizzare spazi commerciali per lo stoccaggio, incoraggiando al contempo le aziende a riempire i propri serbatoi. L’obiettivo iniziale è detenere scorte governative equivalenti a 90 giorni di importazioni nette, che potrebbero eventualmente essere estese fino a 180 giorni includendo riserve commerciali.

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Sull’altra sponda, il costo dei carichi fisici in alcune regioni è precipitato al livello più basso degli ultimi decenni. Gli sforzi dei governi per arginare la diffusione del coronavirus hanno vaporizzato i consumi, mentre l’Arabia Saudita è in procinto di scatenare un’inondazione di greggio.

Il più grande esportatore mondiale di petrolio ha in programma di aumentare la produzione giornaliera al massimo della propria capacità. Il presidente USA Donald Trump incontrerà i dirigenti petroliferi del Paese venerdì nel tentativo di mediare una tregua nella guerra dei prezzi.