L’enigma degli investitori sulla curva dei rendimenti

Il "crunch" derivante da una curva dei rendimenti inversa, sta danneggiando la crescita delle grandi banche nella sua massima ampiezza.

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curva dei rendimenti

Il “crunch” derivante da una curva dei rendimenti inversa, sta danneggiando la crescita delle grandi banche nella sua massima ampiezza. Al momento costringe i maggiori istituti di credito della nazione[USA] a rivolgersi verso distribuzioni di capitale per fornire utili per azione migliori.

Le aspettative più cupe a breve termine, hanno spinto alcune delle grandi banche a moderare le loro previsioni per il 2019. Un grande motivo: le banche si trovano ad affrontare maggiori costi dei depositi dei clienti anche se la Federal Reserve non ha segnalato ulteriori aumenti dei tassi per il 2019. Dovendo pagare di più sul reddito degli interessi bancari, si ripercuote sulle entrate, abbassando il profitto dovuto agli interessi pagati sui depositi.

Il CFO Marianne Lake di JPMorgan Chase (JPM) ha detto in data 12 aprile: “c’è un rischio associato alla curva dei rendimenti piatta”. Ha notato che i 58 miliardi di dollari del reddito d’interesse previsto per il prossimo trimestre non sono più “prudenti” ma “dritti” “.

Il CFO della Bank of America (BAC) Paul Donofrio ha segnalato il 16 aprile che il loro margine di interesse sarebbe cresciuto solo del 3% circa per tutto l’anno 2019. Questa cifra è circa la metà della crescita del margine d’interesse che Bank of America ha visto nel 2018, a circa il 6%.

Wells Fargo si accoda ed il 12 aprile scorso, gli analisti hanno evidenziato una previsione in calo del reddito netto da 2% al 5% quest’anno rispetto al 2018. La società aveva precedentemente previsto un calo del 2% e un aumento del 2% del margine di interesse per l’anno.

Le grandi banche stanno già vedendo alcuni segni di usura delle entrate. Marty Mosby, che analizza le grandi banche per Vining Sparks: “una curva dei rendimenti inversa, sta creando una certa pressione che porterà a una crescita dei ricavi più lenta”. Ma Mosby ha affermato anche che, alti rendimenti di capitale permetteranno alle grandi banche di “cavarsela” bene, con un reddito netto che crescerà solo dal 4% al 5%.

“È un mix diverso”, ha detto Mosby. “Siamo in una fase di transizione a cui abbiamo assistito con una maggiore crescita dei ricavi e con tassi di interesse in aumento che potrebbero rallentare la crescita dei ricavi. Ma c’è una sorta di trasferimento dalla parte del capitale, che è in grado di mantenere alta la crescita complessiva “.

Big Banks e Mid Banks

Le grandi banche hanno fatto proprio questo. JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup e Wells Fargo hanno riacquistato un totale di 19 miliardi di dollari di azioni nel primo trimestre del 2019. Grazie a riacquisti di azioni e tagli dei costi, le stesse sono state ancora in grado di battere le stime degli utili.

Gli analisti di Keefe, Bruyette e Woods hanno scritto in una nota lo scorso 18 aprile: “mentre le banche promettono un EPS stimolante, gli investitori affrontano un “enigma” sull’incertezza di una crescita più lenta nel breve termine”.

“In questa economia dal ciclo tardivo, la migliore scommessa sembrerebbe essere le banche che non promettono molta crescita, ma che hanno un rischio limitato di mancati guadagni”.

Mentre le grandi banche sono appesantite da fattori macroeconomici, le banche di dimensioni da piccola a media capitalizzazione sembrano pronte a spremere il maggior margine di interesse e la crescita dei ricavi. Il futuro è incerto, con la curva che tende a un’ulteriore inversione.

Inversione in arrivo ?

Nel 2018 la Fed ha alzato i tassi quattro volte nel 2018. Gli operatori hanno osservato così,  un aumento dei tassi a breve termine e pochi movimenti nei tassi a lungo termine.

A dicembre, il rendimento del titolo del Tesoro a 5 anni è sceso al di sotto del rendimento della nota triennale.

A marzo, il rendimento del buono del Tesoro trimestrale è sceso al di sotto del rendimento della nota decennale.

L’inversione del note a 2 anni ed a 10 anni, deve ancora accadere. Sarebbe la conferma di una recessione, sebbene abbia generato alcuni falsi positivi in passato.