INPS: hackerato il sito internet e pubblicati dati sensibili

L'Inps sta ragionando sull'ipotesi di fare accessi scaglionati per le singole prestazioni previste.

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Il sito internet dell’Inps in lockdown. E’ successo intorno alle 13 di oggi: il premier Giuseppe Conte ed il presidente Tridico, hanno immediatamente spiegato che si sia trattato di un attacco hacker.

Ma le difficoltà di accesso al sitoweb,  si sono registrate già allo scoccare della mezzanotte.  Corsa di cittadini e professionisti, per le domande relative al bonus dei 600 euro, o quello per le baby sitter o, ancora, le richieste di cassa integrazione previste dal decreto “Cura Italia”.

il presidente dell’Inps Pasquale Tridico: 

“Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi e anche stamattina violenti attacchi hacker. È stato necessario sospendere temporaneamente il sito dell’Istituto. Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi e anche stamattina violenti attacchi hacker”.

inps sitoweb

Il sito dell’Inps rimane nell’occhio del ciclone nella giornata dedicata alle richieste delle indennità da 600 euro spettanti ai lavoratori autonomi come bonus di marzo per i mancati guadagni dovuti all’epidemia Covid-19. Il server non ha retto alla mole di richieste ricevuto e il portale è andato in crash, negando l’accesso già da diverse ore. C’è stata inoltre una fuga di dati sensibili.

A quanto pare sembra che il “disguido” sia durato circa 5 minuti, ma il vicepresidente dell’Inps Luisa Gnecchi lo ha definito «gravissimo e non deve succedere».
«Questa mattina si sono sommati ai molti accessi, che hanno raggiunto le 300 domande al secondo, e il sito non ha retto. Per questo abbiamo sospeso il sito».

Possibile soluzioni di accesso

L’Inps sta ragionando sull’ipotesi di fare accessi scaglionati per le singole prestazioni previste. Ed evitare così che si verifichino difficoltà nell’accesso al sito a causa del sovraccarico di richieste. «L’esperienza deve servire – ha detto il vicepresidente Gnecchi – bisognerebbe selezionare gli accessi. Voglio rassicurare tutti, nessuno resterà senza bonus. Evitate di accedere all’Inps in questo primo giorno». 


Dura la posizione presa dal Garante Privacy Antonello Soro

Sono molto preoccupato per questo gravissimo data breach. Abbiamo immediatamente preso contatto con l’Inps – ha spiegato all’Adnkronos Soro – e avvieremo i primi accertamenti per verificare se possa essersi trattato di un problema legato alla progettazione del sistema o se si tratti invece di una problematica di portata più ampia. Intanto è di assoluta urgenza che l’Inps chiuda la falla e metta in sicurezza i dati. Quella della mancanza di sicurezza delle banche dati e dei siti delle amministrazioni pubbliche è – prosegue il garante – una questione che si ripropone costantemente, segno di una ancora insufficiente cultura della protezione dati nel nostro Paese».