I fattori che potrebbero mandare in crisi le Economie ed i Mercati

I Mercati nella scorsa ottava hanno generato un forte rimbalzo, spazzando via tutte le preoccupazioni in merito a : guerra in Europa, lockdown in Asia e rialzo dei tassi negli Usa.

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I Mercati nella scorsa ottava hanno generato un forte rimbalzo, spazzando via tutte le preoccupazioni in merito a : guerra in Europa, lockdown in Asia e rialzo dei tassi negli Usa.

Vedi anche: Il giorno della FED, i livelli a cui prestare attenzione sui…

Quasi incredibilmente, le azioni europee si sono ora completamente riprese dallo shock dell’invasione russa dell’Ucraina.

L’indice Stoxx 600 è sceso di oltre il 10% da subito prima dell’invasione alla fine di febbraio al minimo del 7 marzo. Ora è tornato al punto di partenza, dopo il più grande rally settimanale dalla fine del 2020. Più o meno lo stesso vale per l’indice tedesco che era caduto ancora più pesantemente e che ora è di nuovo vicino al punto di partenza. Tutto questo nonostante un consenso schiacciante sul fatto che l’economia dell’UE soffrirà, forse molto, della guerra, in gran parte a causa dell’impatto dei prezzi dell’energia dolorosamente alti. Goldman Sachs, per esempio, ha tagliato le sue previsioni di crescita per l’anno da quasi il 4% prima della guerra, al 2,5% attuale.

Ma sembra che la narrativa in via di sviluppo secondo cui la guerra in Ucraina promuoverà una maggiore coesione dell’UE. E, soprattutto, una maggiore spesa pubblica per la difesa, stia vincendo. I Mercati sembrano infatti approvare tale circostanza. In Asia, la scorsa settimana abbiamo rivosto un promemoria piuttosto deprimente: il Covid-19 non è finito. Lunedì, le azioni cinesi di Hong Kong hanno vissuto il loro giorno peggiore dalla crisi finanziaria globale, con un calo di oltre il 7% dopo che le autorità hanno annunciato un blocco di sei giorni a Shenzhen per contrastare un altro focolaio di coronavirus. Successivamente hanno realizzato una delle migliori performance degli ultimi anni.

E, naturalmente, la Federal Reserve. Ha alzato i tassi di interesse per la prima volta dal 2018, con un aumento di un quarto di punto che sarà probabilmente solo il primo di molti nel corso di quest’anno.

La temuta fine dello stimolo monetario incombe da mesi sui mercati più rischiosi. Alla fine, tuttavia, l’indice  è salito di oltre il 2% il giorno della Fed e da lì ha continuato ad andare avanti.
Il Nasdaq Composite, pieno proprio dei titoli high-tech considerati più vulnerabili a una politica monetaria più restrittiva, ha avuto la sua migliore settimana negli ultimi 12mesi. Certo, è sceso di quasi il 13% finora nel 2022. E l’indice di Goldman Sachs dei titoli tecnologici non redditizi è ancora in calo di circa il 60% quest’anno. Ma un aumento del 6,5% del Nasdaq in una settimana non è da sottovalutare.
“Penso ancora che alcuni dei titoli tecnologici speculativi negli Stati Uniti siano sopravvalutati”, afferma Lazard’s Temple. “Ma c’è ancora un valido motivo per investire nelle azioni statunitensi.”

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