Goldman Sachs: gli USA “non sono vicini alla recessione”

Il doppio malumore di un rallentamento accelerato della produzione e dei servizi USA, ha provocato una profonda svendita di azioni la scorsa settimana.

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La scorsa settimana una serie di dati economici deboli, ha alimentato i timori di una recessione. Ma Goldman Sachs ha affermato che gli USA non sono ancora vicini ad una recessione.

Il doppio malumore di un rallentamento accelerato della produzione e dei servizi, ha provocato una profonda svendita di azioni la scorsa settimana. L’indicatore chiave del settore manifatturiero USA, ha mostrato debolezza a settembre, mentre il settore dei servizi è lievemente cresciuto, senza fornire spunti significativi. Tuttavia, Goldman ha affermato che la debolezza nel settore della produzione, potrebbe aver toccato il fondo.

Oppenheimer, capo stratega azionario globale:

“Questa flessione del settore manifatturiero è stata una delle più lunghe mai registrate e potrebbe iniziare a stabilizzarsi, se non migliorare,. I nostri economisti restano dell’idea che la crescita sia rallentata ma non si avvicini alla recessione … Supponendo che non ci sia recessione, è troppo presto per aspettarsi che questo mercato toro azionario finisca a nostro avviso.”

Gli investitori sono alle prese con un calo degli utili in corso quest’anno, mentre la crescente guerra commerciale USA-Cina continua a pesare sulle imprese. Si prevede che gli utili dell’S&P 500 diminuiranno di un altro 4,1% nel terzo trimestre. E potrebbe essere la prima volta che il benchmark riporti tre trimestri di rallentamento dal 2016.

Ha continuato Oppenheimer:

“Mentre evitare una recessione dovrebbe sostenere attività rischiose, il rialzo è in qualche modo limitato dalle prospettive di una crescita degli utili relativamente modesta continua”

I dati scarsi della scorsa settimana potrebbero anche essere un catalizzatore per l’amministrazione Trump per spingere verso una tregua commerciale questa settimana. Giovedì a Washington, USA e Cina riprendono i colloqui commerciali di alto livello. Infine, “dato che l’incertezza commerciale sembra essere stata il motore chiave della debolezza dell’ISM, ciò potrebbe finire per spingere l’amministrazione americana verso una tregua con la Cina, soprattutto alla luce dei recenti sviluppi politici”.

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