FED: improvvisamente nessun taglio ai tassi d’interesse

I mercati seguiranno da vicino le osservazioni del Governatore Powell, ma guarderanno anche al picco del prezzo del petrolio.

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Le aspettative stanno aumentando improvvisamente: la FED potrebbe non tagliare i tassi di interesse questa settimana. L’aumento improvviso dei prezzi dell’energia, potrebbe indurre la Banca Centrale USA a non avere tanta fretta di tagliare i tassi di interesse.

I mercati sembrano scontare ancora una volta un abbassamento del suo tasso di prestito overnight di un quarto di punto, durante la riunione del Federal Open Market Committee di questa settimana. Ma dai recenti eventi, il continuo taglio tassi sembra essersi indebolito. Il mercato dei futures sui fondi, hanno fissato una probabilità del 34% che la Fed rimarrà sui tassi attuali. La probabilità era zero un mese fa e solo il 5,4% una settimana fa.

Ciò è avvenuto tra le mutevoli tendenze economiche e le pressioni inflazionistiche causate da un balzo del 14% dei prezzi del petrolio. L’aumento dell’inflazione rende la Fed più propensa ad inasprire la politica, o almeno a mantenere la linea, piuttosto che a tagliare i tassi.

Beth Ann Bovino, capo economista presso S&P Global Ratings:

“Mentre la spinta dell’inflazione dai prezzi del petrolio ai prezzi core è piccola, il salto dei prezzi complessivi – in combinazione con i segnali che l’inflazione core si sta già riscaldando – può rendere più difficile per la Fed tagliare ulteriormente i tassi. Avevano una via su cui ripiegare con una minore inflazione: infatti potevano ridurre i tassi dato che l’inflazione era bassa. E adesso è stata rimossa? “

Recentemente dati economici più forti, che mostrano un aumento della fiducia dei consumatori e delle imprese e delle vendite al dettaglio, hanno contribuito ad alimentare parte del sentiment. Non va dimenticato che hanno contribuito anche alcuni segnali di allentamento delle tensioni nella battaglia tariffaria USA-Cina.

La tendenza al rialzo dell’inflazione, come l’aumento annuo del 2,4% dei prezzi al consumo, oltre al probabile aumento dei prezzi del petrolio, completa un quadro in cui il presidente della Fed Jerome Powell, potrebbe almeno ribadire la sua posizione secondo cui si tratta di un “aggiustamento a metà ciclo” e non fa parte di una tendenza di allentamento più lunga.

“Abbiamo quasi finito” 

“Non riesco a pensare ad un’altra volta, nel recente passato, in cui la Fed abbia avuto un tale comportamento in un mese o poche settimane tra una riunione e la successiva.” ha dichiarato Jim Paulsen, capo stratega degli investimenti del gruppo Leuthold. “Penso ancora ad un possibile taglio 25 [punti base], ma è debole.”

I dati economici sono stati costantemente migliori del previsto a partire dall’inizio di giugno. Il mutamento della situazione presenterà una sfida a Powell nella sua conferenza stampa post-meeting. Dovrà giustificare il motivo per cui la Fed si sta stringendo in un contesto di economia in miglioramento e di indici azionari vicino a massimi record.

Potrebbe fare una discussione molto convincente sul fatto che “abbiamo quasi finito adesso”. Potrebbe esserci un bel “dramma” in quella conferenza stampa, se il Presidente dovesse pronunciare queste parole.

Powell ha sviluppato una storia, che il mercato non vuole sentire.

Nell’ottobre 2018 ha innescato un sell-off quando, quando nel corso di una serie di rialzi dei tassi, ha detto che la Fed era “molto lontana” da ciò che considera un tasso neutro, indicando che erano in atto ulteriori aumenti. Successivamente, ha ulteriormente scosso gli investitori a dicembre, quando ha affermato che il programma di riduzione del bilancio della Fed, che stava contribuendo a inasprire le condizioni finanziarie, era in modalità “pilota automatico”. Infine, il mercato ha ceduto ancora una volta, quando Powell a luglio ha definito quel taglio dei tassi parte dell’adeguamento a metà ciclo.

I mercati seguiranno da vicino le osservazioni di Powell, ma guarderanno anche alla dichiarazione della Fed e al modo in cui i banchieri centrali stanno misurando il picco del prezzo del petrolio tra tutte le altre tendenze economiche.

Michael Arone,  di State Street Global Advisors:

“Powell si è messo un piede in bocca, durante le ultime conferenze stampa post-meeting. Suggerirà che questo taglio di metà film è alla fine? “

Il mercato e la Fed si sono effettivamente avvicinati tra loro negli ultimi giorni in termini di prospettive per i tassi a lungo termine. Ma le due parti rimangono ancora ad una discreta distanza, poiché la Fed alla fine, vedrà terminare i tagli ai tassi. Il tasso sui fondi inoltre, si sta effettivamente spostando verso l’alto, mentre il mercato sta ancora valutando altri tre tagli prima che il ciclo finisca a metà del 2021. Tale dicotomia ha mantenuto un elemento di volatilità nei mercati, con lo sviluppo delle ultime condizioni di incertezza. Menzioniamo gli ultimi movimenti e flussi di capitali spostati verso i molteplici asset finanziari, dall’equity all’obbligazionario, in maniera indistinta.

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