CINA: il Pil frena ancora e si attesta al 6%

Questa mattina la Cina ha pubblicato dati sul PIL del terzo trimestre, mostrando che l'economia è cresciuta del 6,0% su base annua, il più basso degli ultimi 27 anni.

0
PIL CINA

Questa mattina la Cina ha pubblicato dati sul PIL del terzo trimestre, mostrando che l’economia è cresciuta del 6,0% su base annua. Il più basso tasso di crescita degli ultimi 27 anni. Gli analisti si attendevano un PIL cinese del terzo trimestre in crescita del 6,1% anno su anno.

Nel secondo trimestre del 2019, l’ufficio statistico cinese ha dichiarato che l’economia è cresciuta del 6,2% rispetto a un anno fa, nonostante l’affermarsi della guerra commerciale del paese con gli USA. Il PIL cinese è fortemente diminuito dal primo trimestre del 2018, quando era cresciuto del 6,8%. Secondo alcuni economisti, le principali cause possono essere la stretta creditizia e la disputa commerciale del paese con gli Stati Uniti. L’obiettivo di crescita ufficiale di Pechino per il 2019 rimane ancora compresa fra il 6% ed il 6,5%. Gli economisti rimangono pessimisti riguardo alle prospettive immediate per la Cina anche se ci sono stati alcuni spiragli di positività nei dati di settembre rilasciati oggi. Le vendite al dettaglio sono state in aumento del 7,8% rispetto a un anno fa. In allineamento anche la produzione industriale, in aumento del 5,8% nello stesso periodo. Gli investimenti sono aumentati del 5,4% da gennaio a settembre.

Julian Evans-Pritchard, economista senior della Cina presso Capital Economics:

“Nonostante un settembre più forte, la pressione sull’attività economica dovrebbe intensificarsi nei prossimi mesi. Il raffreddamento della domanda globale continuerà a pesare sulle esportazioni, i vincoli fiscali significheranno che la spesa per le infrastrutture diminuirà nel breve termine e il recente boom nella costruzione di proprietà sembra destinato a rilassarsi”
La crescita della Cina continuerà probabilmente a rallentare nei prossimi due trimestri.

Infatti, ciò avviene quando la crescita della produzione reale nei servizi rallenta in modo significativo, come avvenuto negli ultimi mesi. La crescita della Cina rallenterà al 5,8% nel quarto trimestre dell’anno, con l’obiettivo di crescita per l’intero anno del paese pari al 6,1%.

Secondo indiscrezioni, dato il perdurare del conflitto con gli USA, le autorità cinesi stanno accettando un tasso di crescita inferiore. Sebbene i dati ufficiali sul PIL di Pechino siano tracciati come un indicatore della salute della seconda economia mondiale, molti esperti esterni hanno da tempo espresso scetticismo sulla veridicità degli stessi. I dati non sono stati ottimisti e gli analisti prevedono che a breve potrebbero essere lanciate misure di stimolo economico.

I dati di importazione ed esportazione della Cina per settembre sono risultati peggiori del previsto a causa dell’attrito commerciale del Paese con gli USA. I due giganti economici sono stati coinvolti in una disputa commerciale per più di un anno, con ogni paese che applicava tariffe su miliardi di dollari di beni dall’altro. L’ultimo round di colloqui commerciali tra le due maggiori economie mondiali si è concluso alla fine della scorsa settimana a Washington, DC. Il presidente Donald Trump aveva concordato con la Cina un “accordo di fase uno molto sostanziale” e che sarà scritto nelle prossime tre settimane. Trump aveva anche affermato che l’accordo affronterà i problemi della proprietà intellettuale e dei servizi finanziari, nonché degli acquisti cinesi di circa 40/50 miliardi di dollari di prodotti agricoli statunitensi.