Brexit: improvvisa retromarcia del DUP dell’Irlanda del Nord sul deal

Il Partito Democratico Unionista dell'Irlanda del Nord ha affermato di non poter sostenere l'accordo Brexit proposto.

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DUP Arlene Foster

Il Partito Democratico Unionista dell’Irlanda del Nord – DUP – ha affermato di non poter sostenere l’accordo di Brexit all’ultimo sangue proposto dal Primo Ministro Boris Johnson e dall’Unione Europea. Un duro colpo per Johnson poche ore prima dell’inizio del Consiglio Europeo.

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Johnson sta cercando di concludere un accordo sulla Brexit al vertice UE per consentire una Brexit ordinata entro il 31 ottobre. Qualora non riuscisse ad ottenerlo, sarà costretto, da una legge approvata dai suoi avversari, a chiedere un ritardo. I negoziatori britannici e dell’UE hanno lavorato diverse notti prima del vertice odierno, per concordare un compromesso sulla questione del confine irlandese. Rimane la parte più difficile della Brexit: gli stessi hanno contrattato su tutto, dai controlli doganali alla spinosa questione del consenso.

Ma il Partito Democratico Unionista (DUP), che sostiene il governo di Johnson, ha dichiarato che non è accettabile. Un passo che potrebbe spingere i Brexiteers nel suo partito a votare contro qualsiasi accordo, se dovesse riportarlo nel parlamento britannico per la ratifica.

La leader del DUP Arlene Foster ed il suo vice Nigel Dodds in una nota:

“Allo stato attuale, non abbiamo potuto sostenere ciò che viene suggerito in materia di dogana e questioni relative al consenso e vi è una mancanza di chiarezza sull’IVA. Continueremo a lavorare con il governo per cercare di ottenere un accordo ragionevole che funzioni per l’Irlanda del Nord e protegga l’integrità economica e costituzionale del Regno Unito”.

A sole due settimane dell’ultima scadenza per l’uscita del Regno Unito, la Brexit rimane incerta con opzioni che vanno da una partenza ordinata ad un’uscita caotica o persino a un altro referendum che potrebbe invertire l’intero sforzo.

Johnson ha ripetutamente affermato che non chiederà un ritardo, anche se il suo governo afferma anche che obbedirà alla legge. Il PM, che non ha la maggioranza nel parlamento, ha bisogno di 320 voti per ottenere un accordo ratificato. Il DUP ha 10 voti. Il parlamento britannico si riunirà sabato in una sessione straordinaria. La prima riunione di questo tipo dall’invasione argentina delle Isole Falkland nel 1982.

La sterlina è scivolata dello 0,6% a $ 1,2748 sul dollaro USA. In calo dello 0,5% anche rispetto all’euro, prima di stabilizzare e recuperare alcune di tali perdite.

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