Anche in Cina le banche soffrono

Alle banche è stato chiesto di svolgere il 'servizio nazionale'.

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Le mega banche cinesi hanno perso miliardi di dollari di profitti a causa dell’aumento delle sofferenze durante la pandemia di coronavirus.

Le cinque maggiori banche cinesi hanno riportato il loro più grande calo dei profitti in almeno un decennio. Al momento si preparano a ulteriori aumenti dei crediti inesigibili in un’economia indebolita dalla pandemia di coronavirus. I cinque istituti di credito – Industrial and Commercial Bank of China, China Construction Bank, Agricultural Bank of China, Bank of China e Bank of Communications – hanno pubblicato i loro report finanziarie la scorsa settimana. Tutti e cinque hanno registrato un calo dei profitti di almeno il 10% su base annua per la prima metà del 2020. Il motivo principale è l’accantonamento di fondi per potenziali perdite sui prestiti nei prossimi mesi, proprio come molte banche in tutto il mondo.

Riprendendo le dichiarazioni di un analista di un fondo d’investimento: “Alle banche è stato chiesto di svolgere il ‘servizio nazionale’. È stato chiesto loro di sostenere l’economia a scapito della propria forza operativa”.

Le banche cinesi, tra le più grandi al mondo per patrimonio, sono state collocate in prima linea negli sforzi del governo per attenuare il contraccolpo economico su famiglie e imprese. Secondo quanto riferito, le autorità di Pechino hanno chiesto alle istituzioni finanziarie di sacrificare 1,5 trilioni di yuan (219 miliardi di dollari) di profitti quest’anno. Per aiutare le aziende, abbassando i tassi di prestito e rinviando i rimborsi sui prestiti.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, l’economia cinese – la seconda al mondo per grandezza – dovrebbe crescere solo dell’1% quest’anno. Pesano le misure per contenere il coronavirus sull’attività economica cinese e globale. Questa sarebbe la crescita più debole della Cina in almeno 40 anni.

Il peso delle pressioni sulla qualità degli attivi potrebbe non essersi ancora verificato a causa della moratoria ancora in vigore sul rimborso dei prestiti e sul pagamento degli interessi. La Cina, primo Paese colpito dal coronavirus a rapida diffusione, ha mostrato alcuni segnali di ripresa economica. Ma l’effetto del rallentamento economico sulle banche non si è completamente materializzato.

“Questi arriveranno probabilmente nella seconda metà dell’anno, se non nella prima metà del 2021, quando la moratoria verrà revocata nel marzo 2021”.
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Le banche di medie dimensioni hanno invece prestazioni migliori

L’analisi di Morgan Stanley degli ultimi report sugli utili delle banche cinesi, ha rilevato che le banche di medie dimensioni hanno ottenuto risultati migliori rispetto ai loro concorrenti più grandi in termini di utili operativi. Questo dato però è relativo alla situazione precedente agli accantonamenti accantonati per i futuri crediti inesigibili. In una nota di ieri, gli analisti di Morgan Stanley hanno sottolineato che i profitti operativi prima dell’accantonamento della maggior parte delle banche cinesi di medie dimensioni, sono cresciuti tra l’8% e il 27% nel secondo trimestre rispetto a un anno fa. È migliore di quello delle banche più grandi, che oscillava tra un calo del 2% e una crescita del 6%.

Gli analisti di Jefferies tuttavia, hanno affermato in una nota che le banche cinesi sono “altamente propensi” a tagliare i dividendi quest’anno dopo aver accantonato ulteriori fondi. Ma con gli utili bancari che probabilmente si riprenderanno dopo aver toccato un minimo nella seconda metà di quest’anno, i dividendi potrebbero tornare nel 2021.

Le azioni delle banche cinesi hanno sofferto nel 2020. L’indice FTSE China Banks – che replica le banche a grande e media capitalizzazione quotate nelle borse della Cina continentale – è sceso di circa il 10% dai primi scambi di quest’anno. Al contrario, il più ampio indice FTSE China 600 è salito del 17,9% durante lo stesso periodo.

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